KEFORMA Omega 3 plus

62,00€

OMEGA 3 79% – 150 perle
Olio di pesce certificato ifos 5 stars, friend of the sea, senza ritorno di gusto.
OMEGA3 è un integratore alimentare di omega-3 (EPA e DHA). Il DHA e l’EPA, assunti alla dose giornaliera di 250 mg, contribuiscono alla normale funzione cardiaca, inoltre il DHA, assunto alla dose giornaliera di 250 mg, contribuisce al mantenimento della capacità visiva normale.
LE FUNZIONALITÀ SOSTENUTE
1 PERLA: FUNZIONALITÀ CARDIACA
2 PERLE: FUNZIONALITÀ CEREBRALE
3 PERLE: BENESSERE DELLA VISTA
4 PERLE: PRESSIONE SANGUIGNA
Maggiori Informazioni
Attività Wellness
Caratteristiche
Senza glutine, Senza lattosio
Consumo
Prima
Sport
Atletica, Body building, Calcio, Ciclismo, Fitness, Functional training, Nuoto, Palestra, Pallacanestro, Pallavolo, Rugby, Running, Sci, Tennis, Triathlon
Principi attivi
Olio di Omega 3
Confezione
150 perle – 83,5 g
Dosi e modi d’uso
Assumere 2 perle al giorno con acqua.
Olio di pesce concentrato, antiossidante: estratto ricco in tocoferolo, gelatina alimentare (rivestimento per


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Categoria: COD: 38647

Descrizione

Quali sono i benefici e le proprietà degli Omega 3? Vediamoli assieme.
Si parla spesso delle proprietà benefiche di olio di pesce, olio di semi di lino, salmone, semi oleaginosi e ancora frutta secca e qualche alga qua e là per non farsi mai mancare nulla.
Ma la moda di consumare un po’ “ad libitum”
alimenti ricchi di Omega 3 rappresenta davvero la strada migliore? Esiste una giusta dose? Facciamo un po’ di chiarezza.
EPA E DHA: acidi grassi della famiglia Omega 3
La sintesi degli Omega 3 nel corpo parte da un precursore comune dapprima convertito in acido eicosapentanoico (EPA) che successivamente, grazie all’azione di un altro enzima, viene trasformato in acido docosaesaenoico (DHA).
EPA e DHA svolgono tante funzioni, tra le quali: essere costituenti della membrana cellulare e mitocondriale, avere un ruolo preventivo e terapeutico nei confronti di patologie cardiovascolari, sindrome metabolica, diabete tipo 2 e artrite, essere coinvolti nel controllo dello stress cronico, della sintesi proteica e dei sintomi della depressione.
Vediamo qualche dettaglio
L’EPA, è un inibitore dell’enzima D5D dal quale deriva direttamente la produzione di acido arachidonico (detto AA, azione pro-infiammatoria); è considerato importante specialmente per ridurre l’infiammazione cellulare. Inoltre l’EPA compete con AA anche per l’enzima fosfolipasi A2 necessario per liberare l’AA dal sito in cui è immagazzinato (la stessa modalità d’azione usata dai corticosteroidi).
Il
DHA, invece, non svolge queste funzioni perché non può adattarsi al sito attivo dell’enzima a causa delle sue grandi dimensioni spaziali.
Ma il DHA è utile allora?
Mentre l’EPA è l’inibitore dell’enzima D5D, il DHA è un inibitore di un altro enzima chiave: il D6D che produce l’acido gamma-linolenico (GLA). Tuttavia, questo non è del tutto un vantaggio: anche se la riduzione del GLA ridurrà la produzione di AA, al contempo ci sarà anche una diminuzione di acido dihomo gamma linolenico (DGLA): questo può essere svantaggioso poiché un gran numero di molecole anti-infiammatorie derivano da DGLA.
Per tale ragione se si utilizza DHA ad alte dosi è fortemente consigliabile aggiungere assunzione di GLA per mantenere livelli sufficienti di DGLA.
Vantaggi del DHA
Il vantaggio principale del DHA, poi, risiede nelle sue caratteristiche spaziali. Occupando più spazio rispetto all’EPA, rappresenta un espediente nel rendere le membrane (specialmente quelle nel cervello) molto più fluide; questa caratteristica è fondamentale per le vescicole sinaptiche e la retina dell’occhio.
Inoltre, per la medesima ragione, interagendo con LDL (lipoproteine a bassa densità “colesterolo cattivo”), ne riduce l’ingresso nelle cellule muscolari che rivestono l’arteria, diminuendo così la probabilità di sviluppare lesioni aterosclerotiche.
Da ricordare, senza dilungarci troppo, come il DHA abbia anche basi scientifiche nei benefici riscontrati nell’apparato riproduttore maschile e nello sviluppo delle funzioni celebrali del feto.
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Cosa possiamo fare?
Partendo dal presupposto che viviamo in una società in cui generalmente l’alimentazione ci porta a introdurre perlopiù Omega 6 piuttosto che Omega 3 (stimato in rapporto 20:1 quando in realtà dovrebbe essere 5:1), un’assunzione di quest’ultimi, partendo dal cibo e integrando con supplementi dietetici di qualità, rimane senza dubbio necessaria.
Per renderci conto di come agire su noi stessi, ricordandoci che
siamo soggetti unici ed esclusivi, ci viene in aiuto la lipidomica: una scienza fondata sull’esplorazione della membrana cellulare e della sua composizione lipidica.
In concreto studia i lipidi non solo nella struttura, ma anche nella funzione e nelle variazioni che vengono a determinarsi in diverse situazioni fisiologiche e patologiche.
La visione della lipidomica ha quindi una panoramica dinamica, permettendo di entrare nel vivo del metabolismo che collega la nutrizione alla realizzazione delle strutture cellulari. Grazie a questi studi, si potrà individuare la giusta strada da percorrere in vista di una nutrizione mirata e ponderata attraverso un
utilizzo consapevole ed efficace di cibo e integratori.

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